scritto da Luca
La velocità con cui evolvono le professioni – soprattutto se legate al web e alla comunicazione – lascia stupito chi è cresciuto nel mercato del lavoro di anche solo pochi anni fa. Ma la formazione e l’aggiornamento non servono solo a chi sta cercando un lavoro in un mercato così liquido: abbiamo tutti la necessità di stare al passo con i nuovi media e l’avanzamento di tecnologie che ci evolvono letteralmente davanti agli occhi.
scritto da Luca
Ogni anno Technorati conduce una ricerca per delineare lo stato della blogosfera rispetto alle abitudini di scrittura dei blogger e del loro effetto su mercato. Ne esce un ritratto interessante di come funziona la percezione della rete nei navigatori evoluti, cioè la fascia più appetibile sia come mercato che come ambasciatori del brand.
scritto da Luca
In un’epoca di declino dei modelli di business tradizionali ci si chiede spesso chi pagherà i contenuti in futuro: quando gli editori riducono i costi e si dedicano a contenuti mainstream con forti margini di profitto, tendono a farne le spese le nicchie e i contenuti di qualità.
scritto da Luca
Dopo l’incidente costato la vita a Marco Simoncelli durante il MotoGP, sul sito satirico Nonciclopedia è comparsa una battuta sulla morte del campione. Alla levata di scudi che è seguita hanno partecipato attraverso i loro profili Facebook diversi personaggi in vista, che sull’onda dell’emozione hanno avuto reazioni estreme; quando si sono resi conto che era il caso di rettificare, i media avevano già dato visibilità ai post, e quello che restava erano posizioni aggressive e in qualche modo liberticide.
scritto da Luca
Da qualche anno, nel mondo dei social media, il tradizionale formato della conferenza sempre più spesso lascia il posto ai barcamp, forma di non-conferenza in cui chiunque può avere a disposizione 15 minuti per condividere un lato delle proprie competenze in uno speech, al termine del quale segue una sessione di conversazione con il pubblico.
scritto da Luca
Come abbiamo visto in un post precedente, la diffusione degli smartphone, della geolocalizzazione e di Internet in mobilità consentono di esprimere facilmente e in tempo reale il giudizio su un servizio o un esercizio commerciale che si sta visitando.
scritto da Luca
Negli ultimi decenni la figura dello zombie ha invaso l’immaginario collettivo: si parla di computer zombie, banche zombie, economie zombie per indicare assenza di controllo e comportamenti parassitari che non creano valore, consumandone.
C’è anche un tipo di zombie che si aggira su Internet: sono tutti quei profili social che sono stati creati da aziende o per conto di aziende tanto per farli, senza un ragionamento, pensando che bastasse aprirli per esserci, e che bastasse esserci per averne i benefici.
scritto da Luca
Quando siamo in una città sconosciuta e dobbiamo decidere dove andare a cena cerchiamo su Tripadvisor, ma è ancora più interessante farlo in una città di cui si conosce bene il panorama culinario: io l’ho fatto a Rimini e ho scoperto tra i locali più votati da Lele, un ristorante che non conoscevo.
Per curiosità ci sono andato, e più che a una cucina sorprendente mi sono trovato davanti a un caso di gestione attenta della propria immagine sui social media, alla dimostrazione pratica che il modo in cui si gestiscono la presenza online e la relazione col cliente hanno un impatto rilevante quasi quanto la qualità del prodotto.
scritto da Luca
E’ online il Social Media Report di Nielsen, il terzo del 2011. Per quanto siamo abituati a sentirci raccontare la crescita dell’uso dei social media in Italia e nel mondo, i dati di quest’anno sono particolarmente importanti preché si verificano in un contesto economicamente devastante, in cui sembrano mostrare segnali di crescita soltanto due cose: il prezzo dei beni rifugio e, appunto, l’uso dei social media.
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scritto da Luca
Una delle critiche che vengono rivolte più spesso a social network come Facebook e Twitter è di cambiare continuamente non solo le interfacce, ma anche le logiche di funzionamento degli strumenti e delle interazioni tra i membri, quasi a voler spiazzare gli utenti.
Lo spiazzamento è un effetto collaterale, non un obiettivo: ambienti di conversazione e collaborazione così evoluti e rivoluzionari non possono stare fermi un minuto perché riflettono in tempo reale i mutamenti della società e le esigenze dei loro utilizzatori.
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