I crediti di facebook: nuova frontiera dei pagamenti online

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E’ notizia di questi giorni che Facebook ha stretto accordi con i principali fornitori di telefonia globali per consentire il pagamento tramite Crediti, con addebito in bolletta. Il sistema dovrebbe permettere agli utilizzatori del social network di pagare, soprattutto attraverso gli smartphone, servizi e prodotti per mezzo del facebook credit, appunto: una valuta con un valore equivalente in denaro reale.

Il ragionamento alla base della decisione sta nel fatto che i metodi attuali di micropagamento online hanno ancora troppi “punti di frizione”, cioè momenti e situazioni (tipicamente, la conferma di un SMS) in cui il processo non è fluido e invisibile, ma richiede attività e scelte a volte anche poco comprensibili o percepite come rischiose da parte dell’utente.

Quello che qui è in gioco non è solo il mercato della vendita nel contesto delle attività di social networking, ovvero la possibilità di acquistare giochi, mandare regali virtuali e simili. La mossa di facebook è anche una risposta a Apple e Google, che hanno già realizzato sistemi di pagamento con addebito sul conto telefonico, e le cui piattaforme centralizzate di vendita (Itunes e Appstore per Apple, Android Market e Google Shopping per Google) sono già attive da tempo, producono fatturati notevolissimi e sono sulla strada per spartirsi l’enorme torta delle commissioni sui pagamenti online insieme a Paypal e ai circuiti di credito internazionali.

Anche le telecom si stanno muovendo sulla stessa strada, in autonomia: in queste settimane Vodafone ha lanciato la sua smartpass, una tessera che è documento di credito prepagato e sistema di pagamento con addebito sul conto che dovrebbe funzionare anche in modalità NFC, una tecnologia di pagamento per prossimità basata su radiofrequenze (un po’ come certe tessere degli abbonamenti ai mezzi pubblici) con la quale cominciano a essere equipaggiati alcuni cellulari.

A quel punto il processo di acquisto richiederà semplicemente di avvicinare il cellulare a un terminale NFC e il mercato da spartirsi sarà ancora più appetitoso, poiché questo sistema è in grado di servire l’enorme giro di denaro spicciolo dei micropagamenti nella vita quotidiana: dal caffè al giornale, dal biglietto della metro al gratta e vinci, al pacchetto di sigarette.

Quello è il mercato, finora lasciato sorprendentemente libero per carenza di tecnologie adeguate (ma anche di visione) dai circuiti di credito internazionali e dalle telecom, su cui tutti i soggetti in gioco stanno cercando di convergere. La domanda da porsi è se fra tre anni pagheremo il caffè al bar attraverso servizi del nostro gestore di telefonia, di facebook o di google, e soprattutto quali sono le opportunità che si aprono per chi li utilizzerà: sconti per utilizzo frequente, specials in stile foursquare, abbonamenti vantaggiosi, social shopping e acquisti di gruppo.