scritto da Cristiano
Se vendi o pubblicizzi un prodotto, va da sé che quella di farlo provare è sempre un’ottima idea. Se il prodotto a cui stai lavorando è un viaggio o una destinazione, probabilmente avrai già pensato a un mediatrip.
Cos’è un mediatrip? Scegli le testate più adatte, contatti le redazioni e via. In pratica, porti in gita una manciata di giornalisti a visitare una città o a inaugurare una tratta aerea. Al ritorno i giornalisti ospiti scriveranno un articolo che uscirà sulle testate più adatte e più lette e se hai lavorato bene dirai al tuo cliente che il mediatrip ha generato xxx migliaia di contatti.
E’ così che funziona ed è giusto che continui a funzionare così.
Oggi però, se tu sei un’agenzia di PR online, grazie al web sociale* ci sono delle novità. E parecchie. Non sono più solo i giornalisti quelli a cui potrai rivolgerti per far provare un prodotto e amplificare un messaggio. Il discorso su ogni strategia social media è quanto mai ampio e sfaccettato, ma nel caso del turismo il mediatrip di cui sopra potrebbe diventare, ad esempio, un blogtour. Qui da noi ne partono 4-5 l’anno regolari per Zurigo e un mese fa abbiamo spedito una blogger su su nello Yorkshire (sono sue le foto dello slideshow lì sopra).
D’altra parte, a chi non piace viaggiare e scoprire posti nuovi? Quante persone ci sono là fuori nel web2.0 pronte a cogliere al volo questa occasione? I viaggi e le vacanze sono momenti che le persone amano condividere pubblicamente.
Naturalmente tu sceglierai le più adatte: adatte oggettivamente alla meta da scoprire e adatte soggettivamente a raccontarla. Sceglierai gente che sa scattare foto, che sa conversare su FriendFeed, che mette gli hashtag su Twitter, che sa usare un Tumblr. Probabilmente se cerchi bene troverai in rete persone competenti e appassionate quanto (e più) dei giornalisti del mediatrip tradizionale di qualche riga più sopra.
La passione delle persone, quindi, la freschezza del racconto, la sincerità delle opinioni, la velocità del web saranno tutti fedeli alleati del tuo lavoro di ufficio stampa turistico contemporaneo. E non uscirà un articolo, non uno solo. Usciranno contenuti: diversificati, multimediali, interattivi, commentabili. Contenuti che dall’universo social potranno poi anche confluire verso i media mainstream: su Corriere Viaggi, su Style.it. E soprattutto – qui viene il bello – contenuti permanenti: destinati a restare rintracciabili e commentabili in rete molto più a lungo di quell’articolo di giornale.
L’altro giorno facendo pulizia in cantina ho trovato un vecchio numero di Oggi con un reportage turistico dalla Grecia, anno 1965. Ho pensato due cose: che i miei genitori sono andati in viaggio di nozze in Grecia nel 1966. E che in quel momento io in quella cantina nel 2010 ero probabilmente l’ennesimo (e ultimo) lettore di quel reportage. A circa 44 anni dal penultimo.
* Ok, è sempre il web2.0 ma volevo vedere se eravate attenti.
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Hey, ma che belle le foto dello yorkshire
Bellissima anche l’iniziativa di ZurigoTurismo, alla quale son stata felicissima di partecipare l’anno scorso.
Baci a voi e grazie!!
a proposito di viaggi nell’era del web sociale, mi è piacito molto questo esperimento. una mamma e un bambino che si muovono lungo l’italia seguendo le indicazioni ( e l’ospitalità) di persone conosciute in rete
http://www.veremamme.it/veremamme-blogcafe/
Una rivoluzione culturale che, come ho spesso modo di riscontrare, la maggior parte delle imprese fa ancora molta fatica a interiorizzarla http://bit.ly/aMRLQD
Come si è passati per l’editoria dalla carta al web così il mediatrip sta assumendo forme diverse. Superato lo scetticismo iniziale credo il cliente non possa che essere positivamente impressionato da certe dinamiche. E lo sa che non può trascurare tale pubblico. Io sono stato prima fruitore poi interprete, nel mio primo viaggio a zurigo ho rubato tutte le info dai post sulla Zurigo low cost.
Ciao ragazzi, ho appena letto le slide su SlideShare dell’esperienza di Zurigo 2.0, molto bella! E’ un’idea che penso potrei replicare anche in Puglia, ci penso su e vi faccio sapere