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30 mar 2010

scritto da Stef

Publiredazionali, pay per post e marchette 2.0

Dell’affare “Promodigital-pay per post” si è già scritto parecchio in rete. Qui il post di Elena che per prima ha parlato della cosa e l’intervento di altri blogger in reteA chi si scandalizza va ricordato che la cosiddetta “marchetta” è cosa vecchia di secoli. E il publiredazionale pure.

Forse stavolta, è il modo che fa pensare.

Fa pensare che i blogger siano in vendita. Che quelli che chiamiamo – quando parliamo ai nostri clienti – gli “opinion leader” della blogosfera si possano comprare. Forse, che è anche peggio, che si possano comprare le loro opinioni.

Quindi: eticamente resta lecito comprare dello spazio. Meno etico, invece, comprare delle opinioni. Ma intendiamoci: meno etico soprattutto per il blogger stesso e verso il pubblico – solitamente non numerosissimo, spesso esiguo – dei suoi lettori.

E noi? Beh, a noi il pay-per-post non piace.
Ma il mondo cambia. Speriamo un giorno di non doverci adeguare.

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6

  1. markettara scrive:

    evviva gli stimoli, evviva i contenuti interessanti che fanno parlare spontaneamente proprio perché tali :)

    (spero proprio che non verrà mai il giorno in cui il blogger diventerà “media” a pagamento)

    markettara

  2. Max scrive:

    @UMBERTO …..ma a me ’sto “pay-per-post” può continuare a non piacere, vero ? :-)

  3. Camilla scrive:

    Io non ci trovo niente di male nel payperpost, anche perché su un argomento non ci piace, non dobbiamo trattarlo. Se a me proprngono di scrivere un post su un libro che proprio non mi va giù, non lo faccio, tutto qua. Poi è ovvio che ci siano due (o più) schiere di pareri…

  4. Emiliano scrive:

    Il pay per post lo trovo lecito, basta scrivere su quello che ci ha colpito veramente, semplice no?

  5. Matteo scrive:

    Il pay per post a mio parere è una pratica accettabile quando il blogger riesce comunque a scrivere un articolo solo su argomenti che ritiene di interesse per i suoi lettori. Penso che sia anche un modo per permettere al blogger di raccogliere qualche Euro per poter continuare la gestione del suo blog e la scrittura di altri articoli non sponsorizzati che devono restare il cuore di un blog e la parte preponderante.
    E’ chiaro che se un blog diventa solo una raccolta di articoli sponsorizzati perde la sua credibilità e i lettori saranno i primi ad accorgersene e ad abbandonarlo.
    Come sempre bisogna usare la testa per arrivare a un compromesso che permetta di garantire un prodotto di qualità e al contempo permetta di ottenere qualche ricavo indispensabile per crescere.

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