scritto da Stef
Dell’affare “Promodigital-pay per post” si è già scritto parecchio in rete. Qui il post di Elena che per prima ha parlato della cosa e l’intervento di altri blogger in rete. A chi si scandalizza va ricordato che la cosiddetta “marchetta” è cosa vecchia di secoli. E il publiredazionale pure.
Forse stavolta, è il modo che fa pensare.
Fa pensare che i blogger siano in vendita. Che quelli che chiamiamo – quando parliamo ai nostri clienti – gli “opinion leader” della blogosfera si possano comprare. Forse, che è anche peggio, che si possano comprare le loro opinioni.
Quindi: eticamente resta lecito comprare dello spazio. Meno etico, invece, comprare delle opinioni. Ma intendiamoci: meno etico soprattutto per il blogger stesso e verso il pubblico – solitamente non numerosissimo, spesso esiguo – dei suoi lettori.
E noi? Beh, a noi il pay-per-post non piace.
Ma il mondo cambia. Speriamo un giorno di non doverci adeguare.
Leggi anche:
evviva gli stimoli, evviva i contenuti interessanti che fanno parlare spontaneamente proprio perché tali
(spero proprio che non verrà mai il giorno in cui il blogger diventerà “media” a pagamento)
markettara
per completezza: http://www.promodigital.it/blog/2010/03/23/anche-promodigital-alla-tavola-rotonda-su-etica-e-blog.html
@UMBERTO …..ma a me ’sto “pay-per-post” può continuare a non piacere, vero ?
Io non ci trovo niente di male nel payperpost, anche perché su un argomento non ci piace, non dobbiamo trattarlo. Se a me proprngono di scrivere un post su un libro che proprio non mi va giù, non lo faccio, tutto qua. Poi è ovvio che ci siano due (o più) schiere di pareri…
Il pay per post lo trovo lecito, basta scrivere su quello che ci ha colpito veramente, semplice no?
Il pay per post a mio parere è una pratica accettabile quando il blogger riesce comunque a scrivere un articolo solo su argomenti che ritiene di interesse per i suoi lettori. Penso che sia anche un modo per permettere al blogger di raccogliere qualche Euro per poter continuare la gestione del suo blog e la scrittura di altri articoli non sponsorizzati che devono restare il cuore di un blog e la parte preponderante.
E’ chiaro che se un blog diventa solo una raccolta di articoli sponsorizzati perde la sua credibilità e i lettori saranno i primi ad accorgersene e ad abbandonarlo.
Come sempre bisogna usare la testa per arrivare a un compromesso che permetta di garantire un prodotto di qualità e al contempo permetta di ottenere qualche ricavo indispensabile per crescere.