Perché il power user di Facebook è prezioso per i brand

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Un’infografica pubblicata da Techi.com mostra i comportamenti dei power user, gli utenti più evoluti e attivi di Facebook, dandoci modo di capire perché aprire una relazione con loro è particolarmente importante per una brand page su Facebook.

Il power user normalmente viene definito come utente esperto, ma è qualcosa di più, forse persino qualcosa di diverso. Non è necessariamente competente di informatica o di Internet: spesso ha una competenza specifica e verticale non necessariamente legata alla tecnologia, oppure ha semplicemente una personalità socialmente attiva, che lo spinge a interagire con una frequenza, un’intensità e un numero di persone molto più alto rispetto alla media.
 E’ quello che si definisce un hub sociale, i cui post sono letti da molte persone di ambienti diversi, e la cui opinione è tenuta in conto perché è riconosciuto come credibile e disinteressato, nella sua generosità riguardo alla produzione di contenuti e consigli (evitiamo qui il termine autorevole perché lascia troppo spazio a equivoci).

Secondo i dati raccolti da Column Five a partire da uno studio di Pew Institute e Facebook, i power user sono specializzati (il 43% di essi si occupa di un tema specifico, e, ricordiamo, è visto come influente solo su quello), ricevono più richieste di amicizia, più like, più tag e più messaggi personali dell’utente medio. In generale, il loro “bilancio sociale” tra azioni effettuate e ricevute è in netto attivo, per le ragioni di cui sopra.

Secondo l’infografica, inoltre, sobo politicamente più impegnati e (forse come conseguenza) più influenti dei loro pari, sia per quanto riguarda la politica che le opinioni che esprimono in generale.

Purtroppo una tattica frequente dei brand è coinvolgere grossi numeri di persone indifferenziate, o persone che semplicemente hanno molti amici: è una logica che paga poco in termini di qualità. I power user dovrebbero essere cercati tra persone che hanno interesse nel settore o nel brand, che conoscono il prodotto. Le aziende hanno già molti dati sul proprio mercato che possono essere utili per questa ricerca (mailing list, analisi dei fan già fidelizzati, analisi delle loro conversazioni con altri power user non ancora coinvolti direttamente…).

Una volta coinvolti questi power user rilevanti, è necessario definire una strategia per coinvolgerli che si basi su contenuti utili, specifici riguardo ai loro interessi ed estremamente informativi, declinati su media e formati corretti per trasmettere i massimo di informazione.

Contenuti ma soprattutto attività, azioni che spesso sono viste come un costo in termini di tempo e di esposizione, mentre sono un investimento: coinvolgerli con attenzione personale in una conversazione sui temi di prodotto, sul know how di utilizzo, anche a favore degli altri utenti, e trattarli per quello che sono: una risorsa e non semplice parte del mercato indifferenziato.