L’uso non ragionato del QR code è un FAIL

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Il QR code è un codice a barre quadrato leggibile da un computer attraverso una fotocamera, e di solito contiene il link a una pagina web. L’uso standard del QR code è quello di consentire l’accesso a contenuti digitali utili ad approfondire la situazione in cui ci si trova.

L’impiego del QR code mette davanti a quattro questioni che devono essere affrontate seriamente, nell’ambito della strategia di comunicazione:

- deve avere senso (deve essere associato a un oggetto rispetto al quale ha senso cercare un approfondimento)
- deve valere la pena (le persone devono avere una motivazione valida ad accedere all’informazione, vederne utilità e vantaggi)
- deve essere fluido (deve avvenire in modo rapido e dare un accesso immediato all’informazione)
- deve essere pratico (deve essere più comodo che ottenere l’informazione in altri modi)

Il QR code su un quadro o un monumento trasforma ogni smartphone in un’audioguida. Ogni quadro, scultura e opera d’arte, ogni pianta ai giardini pubblici dovrebbe avere un QR code associato (e aggiornato). E’ perfetto per tutti gli oggetti che hanno una storia, un valore culturale, informativo, di apprendimento.

Il QR code su un prodotto consente di accedere a informazioni più dettagliate di quelle presenti sull’etichetta, per quella parte del mercato, magari piccola ma rilevante, che desideri approfondirle.

Il QR code che si limita a dare accesso al sito a partire da un advertising (il 90% dei QR agisce più o meno in questo modo) di solito non apporta un livello di utilità sufficiente perché valga la pena di usarlo: spesso un URL breve creato appositamente potrebbe sufficiente a consentire l’accesso alle informazioni senza costringere a operazioni complesse e lente.

Questo perché leggere un QR code significa imbarcarsi in un processo con 6 passaggi che richiede anche due minuti: estrarre lo smartphone, sbloccare la tastiera, ricordarsi qual è l’applicazione, che si è usata solo una volta, farla partire (per qualche ragione i software che gestiscono le fotocamere ancora non sembrano essere in grado di fare quest’azione da sole), attendere l’accesso alle informazioni, leggerle, per scoprire che nella maggioranza dei casi sono inutili.

Perchè il problema principale del QR code è che deve valere lo sforzo, cioè il valore dell’azione deve essere stato progettato nella fase di pianificazione, e immediatamente comprensibile, mentre spesso il QR è il classico caso di ragionamento fatto a partire dallo strumento e non dagli obiettivi, un retropensiero per aggiungere a un progetto valore apparente, a costi bassi. E in questi casi è quasi sempre un FAIL.

  • http://www.aweekintheweb.it Floriana

    Assolutamente d’accordo. Ne ho parlato anch’io su http://www.aweekintheweb.it/2012/03/qr-code-cose-come-si-usa-e-come-non-si.html, segnalando tra l’altro un blog che raccoglie i casi più assurdi di QR code impossibili da inquadrare…

  • http://Www.changingk.wordpress.com Karenz

    L’argomento e’ perfettamente centrato: inutile dotarsi di strumenti, per quanto innovativi e smart, se non si ha un contenuto di valore da trasmettere.