Finalmente le API di Pinterest: cosa sono e cosa consentiranno di fare

pinterest api

Sono due anni che le aspettiamo, ora sono finalmente disponibili le API di Pinterest

Cosa sono le API, a cosa servono, e cosa consentiranno di fare con Pinterest

La API, Interfacce di Programmazione di un’Applicazione, sono le regole e le procedure che consentono di accedere dall’esterno ai dati presenti in una certa applicazione (sito, servizio, social network).

Semplificando, le API definiscono il modo in cui deve funzionare un software che interroghi un servizio – in questo caso un social network come Facebook, Twitter, o appunto Pinterest – e ottenga in risposta i dati e le informazioni che gli servono per i suoi compiti, per esempio verificare se tra gli utenti registrati ci sono dei tuoi amici di Facebook.

E’ attraverso le API che posso incorporare un post di Twitter su un sito, ricevere i dati su cosa stanno ascoltando i miei amici su Spotify, o su quali video di YouTube sono piaciuti ai miei amici.

L’annuncio della pubblicazione delle API di Pinterest, che per ora sono state rese disponibili solo ai brand partner (tra cui Buzzfeed, Zappos, Target, Nestle, Walmart, NBC, Hearst), è particolarmente interessante a causa del fortissimo potenziale commerciale di Pinterest.

Le API di Pinterest consentiranno ai brand di includere (“embeddare”) nelle loro pagine i prodotti pubblicati (“pinnati”) su Pinterest, con alcuni vantaggi innegabili:

1) Essendo residenti su Pinterest, i prodotti vengono importati già corredati di tutta l’attività sociale che li circonda (i dati su quanti like o repin ha ricevuto il singolo pin di un vestito, un paio di scarpe, un libro).

2) I pin sono sempre aggiornati: non è più necessario alimentare manualmente le pagine statiche del sito, perché i pin vengono prelevati direttamente da Pinterest, dove sono pubblicati e aggiornabili molto più rapidamente che sul sito web.

3) Le attività tipiche di Pinterest (like, commento, repin) sono effettuabili direttamente dal sito, agendo sul contenuto importato senza bisogno di andare su Pinterest. L’alimentazione del proprio profilo Pinterest ripinnando i prodotti che trovo sui siti dei produttori diventa quindi questione di un click.

I principali criteri in base ai quali saranno interrogabili le API sono Top Pins (i pin più cliccati e ripinnati), Domain search (risultati di una ricerca, per esempio “ricette di natale”), Most Recent (i pin più recenti) e Related Pins (altri pin scelti per affinità a quello che si sta guardando).

Tutto ciò è particolarmente appetibile per i brand poiché è ben nota sia la capacità emotiva di stimolare acquisti di Pinterest, che il suo impatto nel generare traffico sui siti (secondo solo a Facebook, ma in crescita più rapida). Grazie alla sua efficacia come recommendation system e alla capacità di stimolare acquisti, Pinterest potrebbe affermarsi presto come uno dei generatori di fatturato più rilevanti nel panorama dei social media.