Applicazione per smartphone o sito mobile?

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Per rendere i miei contenuti o il mio servizio accessibile sugli smartphone, è meglio creare un sito mobile o sviluppare un’applicazione?

L’accesso a siti, testate e servizi su piattaforma mobile è in forte crescita da anni: non è una moda e non è una fase temporanea.

La crescita dell’accesso in mobilità non è legata solo al successo dei device: gli smartphone cambieranno nome, forma, aspetto, magari persino spariranno, ma non cambia l’esigenza delle persone di leggere e guardare contenuti mentre fanno altro (viaggiano sui mezzi pubblici, sono davanti alla TV, aspettano in fila). Il mobile marketing è qui per restare.

La domanda quindi è: applicazione o sito mobile? La scelta tra app e sito mobile dipende da diverse valutazioni, alcune interne – come strategie e obiettivi del piano di comunicazione, o abitudini del proprio pubblico – e altre relative alle caratteristiche intrinseche delle due alternative.

Ecco le principali differenze tra app e siti mobile:

- Flessibilità: la prima cosa da chiarire è che grazie alla libertà di progettazione e sviluppo che consentono, le applicazioni permettono di realizzare processi complessi di interazione che sono semplicemente impossibili per i semplici siti web. Un progetto di marketing che si basa su azioni e interazioni evolute tra utente e servizio, che vanno oltre la normale navigazione web, solitamente richiede lo sviluppo di un’applicazione.

- Ricercabilità dei contenuti: i contenuti dei siti mobili sono indicizzati sui motori, quelli della applicazioni solitamente no. La mobile search su Google è aumentata del 400% nell’anno trascorso, e nel 2015 le local search su mobile supereranno le ricerche su desktop.

- Velocità: se la velocità di accesso ai contenuti è particolarmente importante, di regola un’applicazione ben sviluppata è molto più veloce e affidabile nel consentire l’accesso rapido ai dati.

- Scalabilità e compatibilità: sono solitamente garantite nel mobile web poiché i siti mobile sono progettati per funzionare con i principali browser, ma con le app è necessario sviluppare una versione per ogni sistema operativo. Inoltre la diversità delle versioni e dei device rende più complesso rendere l’applicazione funzionante su tutti modelli di smartphone.

- User experience: se per la natura del mio servizio ho la necessità di fornire un’esperienza d’uso senza sbavature, l’applicazione scritta in codice nativo consente un controllo molto migliore della user experience per quanto riguarda azioni dell’utente, velocità, stabilità, feedback, grafica, animazioni.

- Tempi e costi di sviluppo sono mediamente inferiori (anche se non è possibile farne una regola) nel caso di un sito mobile grazie a minore complessità di sviluppo, e al fatto che per un sito mobile non è necessario attendere l’autorizzazione di Apple o Google. Il sito è aggiornabile istantaneamente, l’app impone tempi di rilascio e diffusione degli aggiornamenti.

- Immediatezza di accesso: un sito mobile è immediatamente accessibile con una search o digitando l’URL, mentre un’applicazione deve essere ricercata, scaricata e installata: tre passaggi in cui molte persone (circa 1 su 4, si dice) rinunciano.

- Engagement: le persone tendono mediamente a passare molto più tempo sulle app che sui siti mobile (circa 4 volte tanto, secondo Nielsen).

- Analytics: il tracciamento di accessi, click e comportamenti è molto facile, preciso ed economico sul mobile web, mentre richiede sviluppi complessi e costosi ad hoc lato server nel caso di applicazioni.

- Integrazione con le tecnologie on board: sviluppando un app è possibile sfruttare tecnologie presenti sul device che sono spesso preziose se non vitali per i progetti di marketing (fotocamera, GPS, microfono, lettore di codice a barre…). I limiti dell’accesso via browser rendono la cosa molto più laboriosa, spesso impossibile, son i siti web.

- Uso offline: il mobile web è ovviamente inaccessibile senza una connessione funzionante, mentre l’assenza di connessione non crea problemi alle applicazioni che non dipendono dall’accesso costante ai dati web.

screenshot da emarketer.com